Apple voleva (davvero) i creatori di Halo

Pubblicato il 27 ott 2010 - 14:00 di Andrea Sala

Steve Jobs

Sembra che Steve Jobs si sia arrabbiato parecchio quando Microsoft si è aggiudicata Bungie, ossia la casa sviluppatrice della saga Halo. Secondo un ex-membro dello staff di Bungie, infatti, Apple è stata sul punto di comprare i creatori di Halo.
Poi è andato tutto in fumo, fumo che è uscito dalle orecchie di Steve Jobs: il CEO di Apple è letteralmente impazzito quando Steve Ballmer (CEO di Microsoft) gli ha soffiato Bungie da sotto il naso.
Questo perché gli sviluppatori avevano già creato la serie di FPS Marathon per Mac e, con l’intervento di Microsoft, sono passati a progetti per Xbox 360, ovviamente.

“Appena abbiamo annunciato l’acquisto di Bungie”, rivela Ed Fries, ex Microsoft VP of game publishing, “Steve Jobs ci ha chiamato. Era arrabbiatissimo con Steve [Ballmer] e gli ha telefonato con rabbia perché avevamo appena comprato un ottimo sviluppatore di giochi per Mac e lo avevamo indirizzato su Xbox”.

E Jobs era talmente arrabbiato che Microsoft ha dovuto richiamarlo e calmarlo. “Ho ricevuto un’e-mail da Steve Ballmer che mi chiedeva di chiamare Steve Jobs e farlo ragionare, in modo che si calmasse”, rivela Fries.

Sì, perché il CEO di Bungie aveva interpellato proprio Apple nel 2000 “chiedendogli se fossero interessati ad acquistarli”, ha dichiarato l’ex project leader di Bungie Tuncer Deniz. Il motivo di questa richiesta? Non precisati problemi finanziari. Se la cosa vi sembra strana ricordate che stiamo parlando di 10 anni fa, quando Halo non era stato nemmeno progettato.

Ad ogni modo Fries dovette chiamare Jobs e instaurare un accordo per effettuare il “porting” di alcuni giochi per PC su Mac, aiutare nella creazione di un’azienda specializzata per farlo e persino parlare ad una conferenza per sviluppatori Mac. “E’ stato strano”, confessa Fries.

La vicenda è interessante per due motivi. Il primo è che Steve Jobs non solo sa riconoscere un prodotto vincente ma anche uno sviluppatore di videogames, quando ne vede uno.
In secondo luogo, l’episodio dimostra anche quanto a Apple  non interessi il settore gaming: se Jobs fosse stato davvero interessato a Bungie non se la sarebbe lasciata scappare.

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